Ceneri di mele – sentivo

Sentivo sfiorire tutto. E volli il tuo cuore. Che fosse lui a strappartelo perché tu, Biancaneve, mi stavi portando via l’unico uomo che mi sfiorava il volto, mi baciava con tenerezza e mi ripeteva che ero bellissima. Bellissima, sì.

Tu con questa pelle d’alabastro e l’abito ricamato d’oro. Chi lo sa, questa seta che indossi magari l’ho trasportata io nelle notti interminabili senza luna scaldate dal rancore e dalla pena. Quando varcai la soglia di casa mia madre fu felice di vedermi distrutta, smagrita, con quei ciuffi sporgenti, tagliuzzati. Ero partita bimba ed ero tornata strega (vedi Ceneri di mele – la strega).

I miei capelli crebbero in due settimane. Parlavo con le mosche che mi raccontavano dei tentativi di mia madre di liberarsi di me. Ma io sentii di un re vedovo. E lo sposai. E mi innamorai. Eh già. Mi innamorai e tornai quasi all’innocenza dei miei sedici anni. Lui era un cacciatore.

Lo vidi in cortile. Incrociai il suo sguardo un istante. Capii. Tutta quella strada, tutta quella vita ad aspettare. Il dolore, l’attesa. E lui era lì. Ero così felice. Lo eravamo entrambi. Ma poi sei arrivata tu. E me l’hai portato via. Biancaneve e i tuoi canti che echeggiavano dispettosi nel bosco. Lui ti guardava. Ti desiderava. Maledetta tu sia. Gli urlai contro: farabutto, come puoi tradirmi così? Devi volere solo me. Solo me.

Lui mi fissava come fossi un fantasma e diceva che ero folle, che mai ti aveva guardato per possederti ma solo per vigilare su di te come gli aveva chiesto tuo padre. Ma io ero non ero in me. Fissai lo specchio e mi sentii all’improvviso brutta. Volevo spaccare quel riflesso. Ero orribile, ero una strega.

Sentivo sfiorire tutto. E volli il tuo cuore. Che fosse lui a strappartelo perché tu, Biancaneve, mi stavi portando via l’unico uomo che mi sfiorava il volto, mi baciava con tenerezza e mi ripeteva che ero bellissima. Bellissima, sì.
L’unico dopo mio padre. Non ho odiato te, ho odiato me. Gli chiesi: fallo, uccidila e portami questo cuore. E lui mi ha mentito. Ha ucciso un cervo. Ho masticato piangendo il cuore di un animale credendo fosse il tuo. Ho perso l’anima quel giorno e ho perso anche lui. Mi disse che non poteva restare. Che non mi poteva salvare. Troppo tardi. Troppo rancore. E’ andato via.

E ’ finita, i miei piedi sono scomparsi e il dolore è accecante. Volevo solo amare. Ed è così crudele quando l’amore ti rifugge e ti annerisce il cuore. Ma mi manca, Biancaneve cara. E non c’è giorno in cui non pensi a lui. Sono una strega ma il mio cuore è uguale al tuo.

Testo di Alessia Principe
Foto Nicola Labate
Make up Emilia Imbrogno
Stylist Francesco Orrico
Modella Claudia Giordano
Si ringrazia Dora Scavello, Serena Bucca Colombo Labate

Serie composta da 5 articoli estratti dal Servizio editoriale pubblicato su LiQMag n. 04 “Dell’Innocenza” aprile – maggio – giugno 2012. Continuiamo la pubblicazione sul Sito/Blog di alcuni Servizi usciti nelle precedenti edizioni della Rivista LiQuida – LiQMag in edizione limitata su carta per dare visibilità ai nostri Creativi e alle nostre Imprese in questo particolare periodo di emergenza sanitaria ed economica. Man mano potrete leggere anche nuovi Servizi in attesa di stampare il prossimo numero.

Guarda il colophon e leggi la versione PDF di LiQMag 04

Views:

13 letture

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *