In luna park – il tempo

Il tempo che non torna e cancella. E tic tac tic tac. E rende malati gli abitanti della terra che invidiosi guardano lo spettacolo della luna in piena, piena e calante. E di nuovo in piena, piena e calante.

Provo pena, non per voi. Sia ben chiaro, il gioco al massacro affascina sempre chi lo teme. Provo pena per il mondo che non c’è più. Che è stato annientato come un atlantide stellare. Un buco nero ora. E niente più. Solo polvere di stelle, si direbbe, se non si scadesse nel patetico. Cosa ormai più che abituale nella terra desolata che si vede dalla vostra luna(park).

Gestite le ore, senza troppo timore del nulla. Mai vorrei ricordarvi il tempo che non torna e cancella. E tic tac tic tac (vedi In luna park – nessuno). E rende malati gli abitanti della terra che invidiosi guardano lo spettacolo della luna in piena, piena e calante. E di nuovo in piena, piena e calante. Per mesi ancora. Poi la luna(park) chiude i battenti e vedrete la fine del mondo.

Terza guerra mondiale combattuta in assenza. Chissà se arriveranno i giornali. Ma mai nessuno dovrà capire la vostra gioia di vivere i vostri piccoli anni. Ma mai nessuno potrà (e la differenza è sostanza nel termine) capire cosa sia stato il senso dell’abbandono. Ma siete giovani e forti.

Avrete una ragione, una motivazione per tutto, anche un semplice ma fanculo. Apprezzabile come aghi in occhi. Ma vostra arma di difesa più che giustificata, per chi vive l’attimo e smette di pensare. In fondo chi vi darà mai più la gioia e l’opportunità di dimenticare la terra per vivere sulla luna(park) con caramelle gommose e castagne cotte nel trenino.

Respirate a pieni polmoni tutta l’aria finta che si propaga intorno a voi. Portatene un po’ al rientro altrimenti la gente potrebbe non seguirvi nelle vostre favole alcoliche e di sentimenti bruciati nel giro di santi giorni.

Godetevi la vostra esperienza di vita e saprete sempre come ritrovare la strada per il vostro nuovo mondo. E qualcuno, di idiota vi metterà sempre dei sassi nelle tasche per scivolare in quello vecchio. Così per Respirate a pieni polmoni tutta l’aria finta che si propaga intorno a voi. Portatene un po’ al rientro altrimenti la gente potrebbe non seguirvi nelle vostre favole alcoliche e di sentimenti bruciati nel giro di santi giorni.
di quanto è stato detto in un’era diversa, in un tempo che non avrà pari mai.

On air Jonsi – Kolnidur

Testo, Foto e Grafica Andrea Miceli Rovito

Account, Editor Fabiola Cosenza
fabiola.cosenza@rivistaliquida.it
Direzione editoriale Piergiorgio Greco
piergiorgio.greco@rivistaliquida.it

Serie composta da 3 articoli estratti dal Servizio autoriale pubblicato su LiQMag n. Zero “Visioni decentrate” aprile – maggio 2011. Continuiamo la pubblicazione sul Sito/Blog di alcuni Servizi usciti nelle precedenti edizioni della Rivista LiQuida – LiQMag in edizione limitata su carta per dare visibilità ai nostri Creativi e alle nostre Imprese in questo particolare periodo di emergenza sanitaria ed economica. Man mano potrete leggere anche nuovi Servizi in attesa di stampare il prossimo numero.

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