In luna park – baci

Baci e saluti. Balli infernali, e musica punk e ska. Non indie. Perché è volgare sulla luna(park) parlare di Verdena ed Explosions in the sky. Perché l’esplosione c’è stata ma non in cielo.

L’indie rock è cosa mia. In bocca ad altri che sanno di punk e ska è quasi roba sporca. Ma forse anche lì il tutto è migliore, anche l’indie. Anche solo un grande sasso gettato in fronte a qualcuno per poterlo abbattere come un figurante in un gioco a squadre.

Non sono mai stato così triste. Stavolta per me. Che ripercorro le strade che vedono rotolare e fluttuare gente che ha preteso il mio regno alla fine del mondo, lo ha conquistato portandolo alla rovina barbarica dopo lo splendore classico imperiale. Provo a gesti e parole a ricordare il momento della vostra partenza (vedi In luna park – il tempo). Lo shuttle diretto alla luna ed io a salutare dal basso. Come insetto sotto mongolfiera che parte e sparisce alla vista a fatica dopo tanto smuoversi in aria.

Provo a ricordare tutto. E ad immaginare come si stia in un tempo stretto che da l’impressione di essere eterno, perché evangelico e sublime, in teoria, ma spicciolo e inaspettato in pratica.

Baci e saluti. Balli infernali, e musica punk e ska. Non indie. Perché è volgare sulla luna(park) parlare di Verdena ed Explosions in the sky. Perché l’esplosione c’è stata ma non in cielo. Non in quello reale e blue, ma in fondo a ciò che resta di quel mondo fatto di cristallo che i bambini hanno distrutto per vedere cosa ne restava. Ed è solo polvere di stelle, dall’alto di una luna(park) con vista su un disastro atomico, mai consumato a pieno.

Mai placato. Mai dimenticato, e mi sveglio sotto lenzuola, solo, senza odore di shampoo a farmi compagnia e forza contro i fantasmi dalle facce buone e ancora per poco familiare della luna(park) che parla con accento strano e che fa di tutto per renderla terribile ed infernale ad occhi acquosi che sanno di pozzo, ed a occhi verdi, di un qualche dio greco che si bagna e prova a piangere in una solitudine che il destino ha donato lui. E credo ancora piova in questa notte più che oscura.
Bene.

On air Jonsi – Kolnidur

Testo, Foto e Grafica Andrea Miceli Rovito

Account, Editor Fabiola Cosenza
fabiola.cosenza@rivistaliquida.it
Direzione editoriale Piergiorgio Greco
piergiorgio.greco@rivistaliquida.it

Serie composta da 3 articoli estratti dal Servizio autoriale pubblicato su LiQMag n. Zero “Visioni decentrate” aprile – maggio 2011. Continuiamo la pubblicazione sul Sito/Blog di alcuni Servizi usciti nelle precedenti edizioni della Rivista LiQuida – LiQMag in edizione limitata su carta per dare visibilità ai nostri Creativi e alle nostre Imprese in questo particolare periodo di emergenza sanitaria ed economica. Man mano potrete leggere anche nuovi Servizi in attesa di stampare il prossimo numero.

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