Da cosa nasce cosa

Ed è proprio così che, seguendo il mio percorso, step by step, sono riuscita a fare della mia grande passione un entusiasmante lavoro, grazie alla determinazione, al sostegno della mia famiglia e un po’ anche all’intervento del destino, che ha messo sulla mia strada persone innamorate, come lo sono io, del mondo della progettazione.

Iniziare dal celebre pensiero di Bruno Munari, oltre ad essere un omaggio ad uno dei più grandi designer e teorici della progettazione del nostro secolo, diventa un modo per descrivere, con parole semplici e concise, la forza motrice che muove il mio lavoro, la mia passione, e quindi un pò anche la mia vita.

“Da cosa nasce cosa ” esprime perfettamente la convinzione secondo cui per raggiungere un qualsiasi obiettivo sia esso un titolo di studi, un progetto lavorativo, una casa nuova, o come scrive Munari, un’idea stessa, nella sua celata “semplicità”, bisogna procedere a piccoli passi, intraprendere un percorso a volte lineare, a volte più complesso, che parte prima dentro noi stessi, per poi palesarsi al mondo esterno..

Ed è proprio così che, seguendo il mio percorso, step by step, sono riuscita a fare della mia grande passione un entusiasmante lavoro, grazie alla determinazione, al sostegno della mia famiglia e un po’ anche all’intervento del destino, che ha messo sulla mia strada persone innamorate, come lo sono io, del mondo della progettazione.

Ma andiamo con ordine..

L’amore per il design proviene in parte dalla mia famiglia e dalla determinazione di mio padre che dopo 30 anni nel settore dell’edilizia con Tubisider S.p.A, decide nel 2012 d’intraprendere una nuovo percorso professionale e di vita, inaugurando la showroom De Seta Casa a Rende (www.desetacasa.it), 1300mq di esposizione che accolgono la bellezza e la qualità del design italiano ed internazionale, ponendosi come centro di sperimentazione e di idee, aperto a chiunque ami la progettazione nelle sue molteplici possibilità.

Nello stesso anno ha inizio la mia avventura nella frenetica e stimolante Milano, città che attrae ed impaurisce, capitale mondiale della moda e del design, che mi ha accolta appena maggiorenne ricoprendo così un ruolo fondamentale non solo nella mia formazione professionale ma anche personale.

Ho frequentato lo IED ( istituto europeo di design ), una realtà dinamica e stimolante, che per 3 anni è diventata un po’ la mia seconda casa. Definita “la scuola del fare”, lo IED unisce lo studio teorico all’applicazione pratica dei principi della progettazione, attraverso un piano di studi che va dal disegno tecnico alla storia dell’architettura e del design, dalla progettazione attraverso software (Autocad, 3dstudio Max, Photoshop , illustrator ecc. ) alla sociologia e all’antropologia culturale, fornendo una visione della progettazione non come puro atto creativo, come spesso si può pensare, ma come risultato di un metodo preciso e quasi “scientifico” che, sulla lezione del già citato maestro Munari, diventa necessario per giungere ad un design che soddisfi un’esigenza umana, sia essa estetica o funzionale.

Aspetto fondamentale del metodo IED è poi il lavoro in team tra studenti spesso appartenenti ad indirizzi diversi, che permette un continuo scambio di idee e conoscenze, e garantisce una formazione completa e trasversale, fondamentale per affrontare il mondo del lavoro sempre più esigente e dinamico. È facile capire come le persone con cui ho vissuto l’esperienza universitaria siano così diventare un po’ la mia famiglia; persone sconosciute con le quali condividere successi, sconfitte, difficoltà, sogni e speranze, e che ancora oggi, a quasi un anno dalla laurea, sono un sostegno fondamentale nella mia vita privata e professionale.

3 anni così passano in fretta, e arriva il momento di lasciare la realtà “familiare” dell’Università e trovare la propria strada nel mondo. La mia strada oggi mi ha portato ad essere da Settembre 2015 project manager di andreabonini luxury interior & design studio (www.andreabonini.it) basato nel cuore di  Milano, che nasce dal talento di Andrea Bonini , designer veronese laureato all’Istituto Marangoni di Milano e da qualche anno main designer della storica azienda Turri (turri.it), di cui ha firmato la collezione Vogue nel 2015, e la Noir collection che sarà presentata al Salone del Mobile 2016.

L’incontro con Andrea mi ha dato la possibilità di entrare a contatto concreto con il mondo della progettazione d’interni e del design del prodotto, di capirne le dinamiche che si creano tra i creativi, che con passione e talento si dedicano alla progettazione e le grandi realtà aziendali, che per anni investono in ricerca e sperimentazione per far sì che queste idee, forme, concetti diventino realtà concreta. Grazie all’esperienza acquisita negli ultimi anni dalle collaborazioni con grandi brand, Andrea riesce a far convivere idea e possibilità di realizzazione, rivolgendo una particolare attenzione anche all’aspetto tecnico e funzionale del prodotto, portando avanti l’idea del lusso inteso come qualità, comfort, ricercatezza.

Lavorare con lui significa affrontare ogni giorno aspetti diversi della progettazione, dalla ricerca al concept, dal disegno tecnico alla scelta dei materiali e delle finiture, arrivando alla comunicazione stessa del prodotto. L’amore per l’arte, per il design, per il “bello” che condividiamo ci permette di affrontare ogni sfida con entusiasmo, mettendo in gioco noi stessi e cercando di tirar fuori il meglio l’uno dall’altra. Seguirlo nella definizione della collezione Noir 2016 per Turri, presentata ad Aprile al Salone del Mobile è stata un’esperienza stimolante e costruttiva.

La Noir trae ispirazione dall’atmosfera sofisticata degli anni 20, con un richiamo stilistico sicuramente Art Deco, reinterpretato in chiave contemporanea. Forme sobrie ed eleganti che rimangono sensuali ed accattivanti grazie a materiali ricercati come il legno decorato e le pelli goffrate, rendono la Noir una collezione quasi senza tempo, che interpreta perfettamente le esigenze del nostro tempo, rimanendo legata al glam tipico del passato.

Testo di Chiara De Seta
Foto Davide Cornacchini
Villa Garda, Project by andreabonini luxury interior & design studio

Leggi la versione PDF di LiQMag 11

 

Views:

32 letture

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *