Il murales ecologico

Spesso tutto intorno a noi passa inosservato, ma ogni piccola azione compiuta genera un cambiamento nel futuro, che modifica il destino di un evento e ne genera di nuovi.  L’opera Hunting Pollution ha l’obiettivo di cambiare la prospettiva ed il modo di produrre e realizzare l’arte urbana verso la sostenibilità ambientale.

Tra lo scorrere veloce dei fari delle macchine in città, tra il rumore della pioggia che cade a picco sulle nostre teste, i rumori dei passi della gente che corre da una parte all’altra del mondo, troviamo le grandi idee che passano inosservate, ma che agiscono sul cambiamento del mondo come il battito silenzioso di una farfalla, il Butterfly Effect. Noi non ce ne accorgiamo, spesso tutto intorno a noi passa inosservato, ma ogni piccola azione compiuta genera un cambiamento nel futuro, anche minimo ed impercettibile, che modifica il destino di un evento e ne genera di nuovi. Anche nel momento esatto in cui noi siamo lì, presi da qualcosa da fare, dall’altra parte della strada sta succedendo qualcosa di straordinario. Cambiamenti essenzialmente trascurabili diventano parte di una rivoluzione di cui il mondo è protagonista, con il suo correre veloce verso nuove ere.

Un esempio di tutto questo è Hunting Pollution, opera di street art, inaugurata a Roma il 26 ottobre 2018. Si tratta del più grande murales d’Europa realizzato con pitture eco-sostenibili, 100% naturali, che purificano l’aria con l’azione della luce sia naturale che artificiale, eliminando agenti inquinanti come gli ossidi di azoto, benzene, formaldeide. 12 metri quadrati di murales si estendono su uno degli incroci più trafficati della capitale. L’idea di Iena Cruz (Federico Massa) fa parte di un progetto chiamato Yourban 2030, no profit che ha sostenuto l’idea e che nasce con l’obiettivo di contribuire a tracciare un percorso verso lo sviluppo eco-sostenibile. Il murales rappresenta un airone intento a catturare la sua preda in un mare molto inquinato, un po’ come lo stesso murales, che si trova in una delle zone più trafficate di Roma, messo lì apposta per purificare l’aria attraverso le sue speciali vernici. L’opera mette la capitale al livello delle grandi metropoli mondiali (come Londra, Parigi, New York) con l’obiettivo di cambiare la prospettiva ed il modo di produrre e realizzare l’arte urbana verso il concetto di sostenibilità ambientale. Qualcosa di nuovo ed innovativo, che esce fuori dalle regole della concezione artistica standard, che si muove verso livelli estremi di creatività.

Foto copertina fornita da Benedetta Ristori
Contributo di Valentina Rizzo
rizzovalentina8@gmail.com

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