Generazione 3.0: fuga a NY

Qui, quando i teatri chiudono e la gente affluisce alle fermate dei taxi e alla subway, ogni volto ha le sue caratteristiche individuali, ogni volto racconta un’altra storia, possiede un altro segreto…

A New York c’è di tutto. Ma con tutti i milioni di abitanti, le razze diverse, i grattacieli e le luci, rimane un deserto. Una città profondamente sola. Troppa gente, troppi colori, troppi manifesti, troppa illuminazione esagerata e perenne. Troppa folla che corre veloce in ogni direzione, lungo quelle strade infinite e chilometriche dove perdersi ogni volta diventa inevitabile.

Camminare velocemente, perché è così che si vive a New York.
È bella Manhattan, con la sua potenza, la sua frenesia, il suo deserto di milioni di persone. New York è mito e insieme realtà, e di continuo si è tentati di confrontare le immagini che si vedono con quelle che vengono dal subconscio e talvolta si mescolano le une con le altre…

Una città di acciaio e cemento armato, di volti, che vive di ciò che è evanescente…Qui, quando i teatri chiudono e la gente affluisce alle fermate dei taxi e alla subway, ogni volto ha le sue caratteristiche individuali, ogni volto racconta un’altra storia, possiede un altro segreto…

Testo e foto Giovanna Tenuta

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