Concorso LiQuido n. 5 – evento di apertura – sabato 22/12/2018


Logo del Concorso LiQuido n. 5

Evento di apertura della quinta edizione del Concorso LiQuido (CliQ5) con la presentazione del Bando e della Rivista LiQuida n.01 (LiQMag15) c/o il negozio di abbigliamento SPAGNUOLO in Viale Trieste, 72/74. Partecipano l’Azienda AMARELLI, lo Studio di Tatuaggi e Piercing BLACK TRIDENT SOCIETY ed altri ospiti in via di definizione. Evento ad inviti R.S.V.P.

Sabato 22/12/2018 a Cosenza

LiQmag n.13 online

Eccoci alla quattordicesima edizione di LiQMag (contando il numero zero). Il fantomatico speciale numero 13. Il meglio di LiQMag dal 2011 al 2016. 155 autori/creativi e 350 aziende pubblicate. 21 edizioni totali: 12 LiQMag (23×30), 6 Supplementi/Allegati Free Press (15×19,50), 2 numeri speciali (16×22), 1 raccolta speciale (30×23). Un racconto liquido sviluppatosi in 6 anni (dal 2011 al 2016) ideato e diretto da Piergiorgio Greco (Editor e Art Director), coadiuvato dai più diversi autori/creativi residenti o di passaggio oppure ospiti, o ancora nel ruolo di producer, interni e/o esterni alla redazione, solo indirizzati da un tema diverso per ogni numero e poi scrittura e immagini in pagine bianche come pareti di una galleria d’arte contemporanea liquida; scollegati dalla logica mainstream, distribuiti in un territorio definito nel suo Km 0 tra suggestioni, poesie, eventi, viaggi e cose. Un progetto collegato alla serie Liquida Performance iniziato a Milano nel 2007. Ma ti lasciamo il gusto dell’approfondimento. Intanto la pubblichiamo online e tra pochissimi giorni sarà nelle librerie ed edicole scelte. Ti daremo gli aggiornamenti man mano che faremo le consegne. Seguici e in attesa di LiQMag, in edizione limitata carta, goditi il Pdf..  http://issuu.com/liqmag/docs/liqmag-tredici

redazione@rivistaliquida.it

La redazione nel castello

LiQMAG – Fase 2: presentazione del nuovo piano editoriale della Rivista liquida –

Ancora una domenica in stato di allerta meteo a cavallo della notizia e, come un migrante giornaliero a medio raggio, percorro queste terre costrette fra la Ss 106 Jonica e la compiuta A1 fino a Cosenza. La direttrice Sud/nord levantina che mi porta verso il tesoro sopra il Crati è bagnata all’inverosimile e sembra un dono divino immettersi sulla A1 e trovare il versante tirrenico asciutto e colorato dei sapori di quest’alba ritardata dalla perturbazione che flagella il versante orientale.

La strada per Cosenza è per me un continuo ritorno al passato perché è per metà la mia origine. In ogni viaggio ricordo il vecchio e stanco leone chiuso in gabbia nella villa comunale, il giro domenicale in carrozzella fino alle Casermette con nonno Oreste che mi raccontava le storie di Spaccaferro, il suo mulo durante la grande guerra, e i dolci comprati e mangiati di nascosto sulla scalinata della palma.

Il parcheggiatore al castello mi chiede se sono nella lista e rispondo che sicuramente sarò iscritto su qualche lista ma non so se sono sulla sua. Lo guardo e la prima cosa che noto è il suo zuccotto blu che distrattamente ha conosciuto la candeggina. Non so perché ma molte persone che incontro nelle mie migrazioni quotidiane si sentono in dovere di raccontarmi la loro storia. Ascolto volentieri. Mi parla di un suo zio finanziere che gli ha permesso di arrivare a 52 anni senza che conoscesse la galera e aggiunge – Non è cosa da poco crescendo a Cosenza vecchia – Mi dice che è lui l’ideatore della formula: – Dottò.. Quanto vuole lei. Un caffè va benissimo – Continua sussurrandomi quasi nell’orecchio – Così non è estorsione! Il cliente non si infastidisce e ti regala volentieri qualcosa in più che metti da parte per la pensione – Mi chiedo se sono stati consigli dello zio finanziere e mentre mi parlava avrei voluto fargli uno scatto, ma non si può. Un paio di denti spezzati e il naso da pugilatore lo segnano come uno che con la vita si è scontrato diverse volte.

Compro la sua storia con quattro caffè e salgo la rampa. Penso ai cavalli degli svevi che con il cuore in gola portavano soldati e principi fino alla porta. Mi dicono di entrare in un bar incastrato a forza in una sala esterna alla “Struttura” come l’ha definita più tardi il barman. La ragazza alla cassa mi da uno scontrino pari a 0,00 Euro solo perché non ho saputo definirmi – Creativo? Allestitore? Fornitore?- Definirmi, oggi, mi riesce veramente complicato e poi all’atto della definizione che scontrino mi avrebbe dato? La sala da cui esce più luce è la mia sala. Lì mi fermo anche perché sento unghiette veloci sul calpestio tutt’altro che medioevale.

La prima che mi viene incontro è Loren una Jack Russell Terrier con una palletta di spago in bocca. Non abbiamo bisogno di dirci altro. Con lei c’era Marco Cotroneo, due parole e quattro scatti, poi, un’impronta gialla su un bigliettino da visita. Interessante e da rincontrare. Incontro finalmente PGG e Fabiola e da tre il cerchio liquido si allarga fino ad occupare completamente il corridoio che porta fino al cortile del Castello ed ecco allora che una bozza di redazione prende forma intorno ad un cerchio di sedie al quale si è lasciato un varco di entrata per le altre contaminazioni che arriveranno di lì a poco… Il resto è fotografia.

Foto e testo di Oreste Montebello
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