Il pavimento ideale

Sono ospite da amici.

Raggiungo la coppia nella loro casa. Mi invitano a mettermi comodo. Entro nell’appartamento e ciò che mi salta all’occhio è il pavimento che accoglie i mobili, distribuisce la luce e sottolinea gli ambienti. Mi invitano a togliere le scarpe. Sono sfinito dal viaggio. Poggiare i piedi sul parquet della loro casa mi conforta. Sono passati 10 anni da quando mi trovavo lì, con le mani in quella meraviglia di pavimento.

Mi avevano chiesto dei consigli prima di iniziare il lavoro: quali caratteristiche deve avere il pavimento ideale? Prima di tutto deve essere bello e il parquet certamente lo è. Deve essere caldo, accogliente e cosa è più caldo e accogliente del parquet?! Deve essere durevole e mantenere il valore nel tempo (la casa è per sempre). Un parquet dura una vita, può essere rilevigato mantenendo immutata la sua bellezza e il suo valore. Il mio soggiorno in Francia, qualche mese prima, mi aveva ispirato quel lavoro: i parquet della Reggia di Versailles sono lì da qualche centinaio di anni, bellissimi e attualissimi come le assi (sempre di rovere) del Louvre che oltre a fare da cornice alle opere d’arte sopportano il calpestio di migliaia di visitatori.

Oggi i miei amici hanno imparato altri vantaggi nell’uso di quel loro parquet come il risparmio energetico. Il legno è uno dei migliori isolanti che ci offre la natura, isola dal freddo, dal caldo, dai campi magnetici e dalle cariche elettrostatiche. Il costo accessibile. Il parquet non costa di più rispetto a qualsiasi altro pavimento di qualità. Puoi scegliere tra un pavimento in legno di qualità, lavorato in Italia con vernici atossiche all’acqua o ad olio, nelle più svariate finiture, dal moderno ed elegantissimo GLOSS, o alle intramontabili tavolate invecchiate e piallate a mano. Le soluzioni sono tante e il risparmio non è a scapito della qualità.

Testo di Franco Ferrise
ferrise.franco@gmail.com
www.ferrisepavimenti.it

Fluttuando con Andy Warhol

Azzurro in cui mare e cielo si confondono, amo i gabbiani che disegnano geometrie in volo, sul lungomare di Schiavonea, a volte si ha la sensazione di essere senza confini. Ma quando lo sguardo si posa altrove, assurdo fingere che il grigio non esista. Scatole di cemento ovunque, a volte curate, altre uno scempio. Immagino di fluttuare per i vicoli incolore con il mio amico ideale Andy Warhol, sorride della mia idea. Rinnovare ogni facciata con la street Art, con mani di pittura giallo intenso, fucsia, verde mela. Ci sono luoghi anonimi in attesa di una pennellata di vitalità.

piazzetta-schiavonea

Scrittura e immagine di Anna Lauria
a.lauria62@gmail.com

In viaggio…

Seduta in un posto di treno, ma non in uno qualsiasi, quello lato finestrino, è il posto in cui silenziosamente osservo, ascolto, mi lascio trasportare dai paesaggi che velocemente scorrono davanti ai miei occhi, mentre io, in questo posto, mi sento ferma, qui penso, qui ricordo, qui scrivo, qui creo nella mente e qui che danzando con l’immaginazione, viaggio. È il posto in cui prendono il sopravvento le mie paure ma anche il posto in cui nutro le mie speranze. È il posto in cui io sono con me… è il posto in cui Io Sono.

Foto e testo di Simona Minervino
simonaminervino@hotmail.it
www.simonaminervino.it